Con Lidia Rupel
Il Castelliere di Slivia, dedicato a Carlo de Marchesetti nel 1955, è uno dei più significativi e riconoscibili del Carso triestino. L’imponente cinta muraria, posta a difesa della cima e il poderoso accumulo di macerie lo rendono visibile anche a grande distanza. L’abitato, risalente alla fine dell’antica età del Bronzo (1770 a.C.), sorge su una modesta altura di 195 m ed è caratterizzato da una cinta interna di forma circolare alla quale si appoggia, sul versante nord-occidentale, quella esterna semicircolare, in alcuni punti ancora ben riconoscibile tra la vegetazione.
L’interesse per il sito risale già alla seconda metà dell’Ottocento, quando se ne occuparono studiosi come Richard Burton (1876), Ludwig Karl Moser (1895) e lo stesso Marchesetti (1903).
Tuttavia, i primi saggi di scavo si svolsero appena tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Le ultime ricerche, le più importanti dal punto di vista scientifico, risalgono invece al 1970 e furono dirette dal prof. Giorgio Stacul dell’Università di Trieste.
Si raccomandano scarpe da escursionismo e andatura sicura sui sentieri carsici. La durata del percorso è di circa 3 ore.
Si consiglia di dotarsi di repellente insetti.
La partecipazione all’evento è gratuita previa iscrizione all’attività tramite la compilazione del modulo, scaricabile dalla pagina web del museo, https://museostorianaturaletrieste.it/wp-content/uploads/modulo_iscrizione-2026.pdf. Da consegnare in CARTACEO. Il modulo verrà ritirato al momento del ritrovo. La compilazione può avvenire anche sul posto
Relatore: Lidia Rupel, Società Friulana di Archeologia sezione giuliana, insegnante
Ritrovo: ore 16:30
Dove: davanti alla chiesa di Santa Maria Maddalena a Slivia
Come arrivare: Autobus n. 43
Attività gratuita
Il ritrovo avviene con qualsiasi condizione atmosferica; è valutato sul posto un eventuale annullamento



